Biografia di RICCARDO COCCIANTE
Molto prima che Notre-Dame de Paris diventasse un successo internazionale di dimensioni colossali, Riccardo Cocciante si era già affermato come uno dei più prolifici cantautori e compositori europei di successo, vendendo milioni di dischi in Europa e in America Latina.
Con più di 40 album al suo attivo e una nutrita lista di collaboratori musicali di prestigio, Riccardo Cocciante rappresenta un fenomeno unico nell'industria musicale internazionale: famoso in 3 continenti e con un talento multilingue - canta in italiano spagnolo, francese e inglese - ha raggiunto molte volte il vertice delle classifiche.
Nel corso della sua carriera lunga 3 decenni, ha esplorato tutti i campi e i processi creativi, dalla composizione di canzoni destinate alla sua interpretazione, alla composizione con e per altri artisti, passando per il casting e la direzione di giovani interpreti (Notre-Dame de Paris, Il Piccolo Principe).
Nel corso del tempo si è confrontato con una grande quantità di espressioni musicali: dalle canzoni pop all'opera rock, dalle colonne sonore fino alle rigorose musiche per il teatro.
Artista melodico straordinariamente dotato, Cocciante si distingue per la sua spontanea sincerità e per avere sempre mantenuto uno stretto contatto con le sue radici culturali. Molto attento all'universalità delle tradizioni artistiche europee e ai temi classici, ha saputo sviluppare uno stile musicale popolare e contemporaneo.
Anno dopo anno, album dopo album, la sua musica si evolve a favore di una trasparenza emozionale e lirica. Cocciante infatti riesce ad esprimere con rara intensità sensazioni e spiritualità, comunicando impareggiabili emozioni.
Come si è chiesto Roger Foss, giornalista inglese di What's On: "Riccardo Cocciante è il Peter Pan del pop mediterraneo?". Qualunque sia la risposta, certamente la musica di Cocciante riesce ad infiammare l'anima e i sensi.
Spesso definito come un "cantante e scrittore di canzoni con una vena euro-pop ma con le gambe rock" (Eric Salzman, The New York Times, Luglio '99), Riccardo Cocciante è riuscito a creare una dimensione musicale del tutto personale, dove le contrastanti influenze culturali comunicano tra loro, si mescolano e si intrecciano.
Cresciuto in una realtà multilingue - nato il 20 febbraio 1946 a Saigon (Vietnam) da madre francese e padre italiano e vissuto a Roma dall'età di 11 anni - ha inevitabilmente assorbito atmosfere eterogenee riuscendo a trovare la sua strada all'interno di esperienze completamente diverse.
RICCARDO COCCIANTE: i primi palcoscenici
A Roma Riccardo Cocciante studia al Liceo Francese e scopre la musica, manifestando una chiara predilezione per l'opera e per la musica classica, ma anche, come ogni adolescente nei primi anni '60, una grande attrazione per la rivoluzione del rock 'n' roll.
La sua, tuttavia, è un'educazione musicale da autodidatta, che presuppone quindi una forte volontà e una tensione al perfezionismo uniti a un grande spirito di indipendenza.
Nel 1972 viene pubblicato da RCA il suo primo album Mu, seguito l'anno successivo dall'uscita di Poesia. Entrambi gli album vengono accolti con calore dalla critica italiana che ascrive inizialmente Cocciante alla "scuola romana", rappresentata in quegli anni da De Gregori e Venditti. Ma già nelle sue prime composizioni esprime uno stile del tutto personale, lievemente influenzato dalla canzone francese di Brel, Brassens e Aznavour. Canta con teatralità, con accenti grintosi e passione ardente. La sua voce è "diversa": forte, potente, rauca, con tonalità gravi e profonde; si innalza e risuona con atmosfere che rimandano più ai bluesman afro americani che ai cantanti melodici italiani o ai crooners ispanici.
Nel 1974 Cocciante pubblica l'album Anima, arrangiato da Ennio Morricone. Il singolo Bella senz'anima, un brano vibrante e pieno di vita, catapulta immediatamente Cocciante ai primi posti delle classifiche in Italia e successivamente in Spagna e in America Latina.
Nel '75 Riccardo Cocciante è l'unico artista non di lingua inglese invitato dal produttore Lou Reizner a partecipare alla colonna sonora originale di All This and World War II, una selezione di titoli dei Beatles.
Tra ospiti prestigiosi come Peter Gabriel, Elton John, Tina Turner e Bryan Ferry, Cocciante regala la sua interpretazione di Michelle accompagnato dalla London Simphony Orchestra.
Un anno più tardi, viene pubblicata negli Stati Uniti la versione inglese di Anima, intitolata When love has gone away.
Mentre costruisce il successo di Anima, Cocciante registra il suo Concerto per Margherita con i formidabili arrangiamenti del famoso compositore di colonne sonore Vangelis.
L'album viene tradotto anche in spagnolo. Entrambe le versioni hanno un successo clamoroso, entrando al numero uno delle classifiche nella maggior parte dei Paesi dove è stato pubblicato, e presto Margherita/Margarita diventa un classico.
Nel 1978 esce in Francia Concerto pour Margherita, accolto da un unanime consenso popolare: verso la fine degli anni '70 Riccardo Cocciante è una star di prima grandezza in Italia, Spagna e Francia con milioni di fans, e la sua musica raggiunge anche le classifiche dell'America Latina e quelle di tutti i paesi di lingua francese.
RICCARDO / RICHARD: un dualismo stimolante
Cocciante è incredibilmente prolifico e in grado simultaneamente di scrivere musica per il pubblico italiano, francese e spagnolo.
Come "Riccardo/Richard" sembra essere perfettamente a suo agio nella sua doppia identità italo-francese. La sua tensione interpretativa e il suo stile "disperato" si valorizzano in un gioioso e armonioso equilibrio.
L'incontro con due grandi autori come Mogol in Italia e Jean Paul Dréau in Francia, lo hanno molto arricchito, incrementando la sua fertilità artistica.
Nel 1983 la carriera di Cocciante prende una nuova direzione quando lascia la RCA Italia per diventare il primo artista italiano a firmare per la nuova etichetta di Richard Branson, la Virgin.
Registra il suo nuovo album a Los Angeles, con la produzione di James Newton-Howard, accompagnato dai Toto come band d'eccezione. L'album viene pubblicato in quattro lingue, italiano, spagnolo, francese e inglese (Sincerità, Sinceridad, Sincérité, Sincerity) e la canzone che dà il titolo al disco diventa un successo assoluto in Europa.
Sulla scia del successo di Sincerità, Cocciante parte per un lungo tour italiano che si chiude con il concerto in Piazza della Signoria a Firenze, con più di 40.000 fans accalcati sotto il palco.
Nel 1985 Cocciante ritorna alla ribalta, raggiungendo la vetta delle classifiche internazionali con il singolo Questione di feeling/Cuestion de feeling/Question de feeling, un intenso duetto con Mina, che anticipa l'uscita degli album Il mare dei papaveri (titolo italiano), Cuestion de feeling (spagnolo) e L'homme qui vole (francese). Le tre versioni sono arrangiate con Paul Buckmaster, noto per gli arrangiamenti degli album di Elton John.
In questa seconda produzione internazionale Cocciante firma alcune delle sue canzoni più celebri. Raggiunge anche uno degli scopi definitivi della carriera di un artista: armonizzare musica e poesia.
Il suo successivo tour in Italia è una straordinaria maratona di 161 concerti tutti esauriti che danno vita al suo primo album dal vivo Quando si vuole bene, pubblicato in Italia alla fine del 1986.
L'anno seguente Cocciante torna in studio e questa volta a Londra. Lavora con un altro famoso arrangiatore e vincitore di un Oscar, Geoff Westley, che apporterà gli ultimi ritocchi al nuovo album. L'espressione musicale di Cocciante si espande fino ad utilizzare nuove sonorità con l'introduzione dell'elettronica e di effetti creati con l'uso del computer.
Il risultato è La grande avventura, un album completo, sostenuto da testi di rara potenza (Mogol, Ruggeri e Dalla) e con la copertina disegnata da Milo Manara. E' un viaggio musicale attraverso le memorie di Cocciante, che suona come il romanzo ispirato di un moderno trovatore.
Il successo del tour che segue porta alla pubblicazione del suo secondo live, Viva, una chiara testimonianza della sua già enorme popolarità.
Dagli anni americani alla consacrazione europea
In questi anni il successo di Cocciante è molto cresciuto anche in Sud America, dove i fans si affrettano a comprare ogni nuovo album. Tra il 1988 e il 1991 Riccardo Cocciante si stabilisce con la famiglia a Miami e si concentra sul suo pubblico sud-americano.
Miami, quartier generale del mercato latino americano, offre a Cocciante l'opportunità di rileggere la sua carriera e di occuparsi delle sue future composizioni con uno sguardo decisamente più ampio. Il dinamismo e i potenzi mezzi di comunicazione dell'industria musicale americana portano notevoli benefici alla sua creatività, anche se questa parentesi oltreoceano rinforza molto il suo profondo senso di appartenenza alla cultura latino-europea.
Nel 1991 ritorna in Europa e accetta la sfida di partecipare al Festival di Sanremo. Il rientro è trionfale: vince il Festival con Se stiamo insieme, dall'album Cocciante. Questo grande successo verrà eccezionalmente tradotto in 8 lingue.
Fra pochissimi artisti contemporanei, durante il tour che segue Sanremo, Cocciante ha il privilegio di esibirsi a Caracalla, prestigiosa sede di spettacoli dell'Opera di Roma.
Lo stesso anno compone per Celine Dion il successo L'amour existe encore, con i testi di Luc Plamondon. Cocciante intensifica la sua collaborazione con Luc Plamondon - che scriverà la maggior parte dei testi del suo album successivo - e insieme iniziano a pensare e a maturare l'idea di un'opera rock. Nasce l'embrione di Notre-Dame de Paris e il progetto crescerà in un clima di totale libertà creativa dalle prime discontinue session per i successivi cinque anni.
Nella primavera del 1994 viene pubblicato Il mio nome è Riccardo, una significativa raccolta di registrazioni effettuate per Virgin tra il 1983 e il 1991, che contiene tre inediti.
Abbinando la sua voce a quella di una raffinata selezione di interpreti femminili, in Un uomo felice (sempre del 1994) Cocciante si confronta con il tema classico dell'amore. Tra le voci ospiti emoziona l'interpretazione di Mina in Amore.
In quel periodo Riccardo Cocciante riceve un caloroso bentornato sulle scene musicali francesi dopo un'assenza di sette anni, con la pubblicazione dell'album Empreinte. La canzone Pour elle (con testi di Dréau) è un nuovo trionfo tradotto in nove lingue che apre la strada ai successivi album francesi, Richard Cocciante, una raccolta pubblicata nel 1994 e L'instant présent (1995), realizzato con la collaborazione di Leonardo De Amicis e recensito dalla critica francese come un capolavoro.
Intanto, promuovendo l'album italiano Eventi e mutamenti - un album dove melodico e rock si fondono felicemente con versi scritti dal cantautore Massimo Bizzarri e dal poeta Gaio Chiocchio - e la sua versione spagnola Inventos y experimientos, pubblicata in tutti i paesi dell'America latina, Cocciante sfreccia attraverso le frontiere e i fusi orari.
Mentre incanta i suoi ammiratori italiani e francesi (con momenti magici come il mese di spettacoli sold out al teatro Sistina di Roma o gli spettacoli tutto esaurito all'Olympia nel 1994 e allo Zenith de Paris nel 1996) trova anche il tempo di organizzare lo spettacolo d'apertura del festival cileno Vina del Mar (1994), di partecipare ai festival Francofolies a La Rochelle e a Montreal e di fare un concerto al Dam Platz per celebrare il 50° anniversario della liberazione dei Paesi Bassi.
Per le feste natalizie del 1995 Riccardo Cocciante è invitato dal Papa per interpretare in Vaticano la sua composizione Ave Maria pagana, accompagnato dall'Orchestra e dal coro di Santa Cecilia.
Alla fine del '95 Riccardo viene contattato da Walt Disney Company Italia per registrare la colonna sonora della versione italiana del film Toy Story.
Nell'aprile del '97 esce Innamorato, un album che dedica all'amore musiche e versi molto ispirati (di Luc Plamondon, Massimo Bizzarri e Mogol) con cui Cocciante si conferma come il più raffinato interprete della canzone d'autore.
Al termine dello stesso anno, in seguito ad un invito di Placido Domingo, partecipa al prestigioso Christmas in Vienna al Rathaus.
Dal 1993 al 1998 Cocciante produce diversi album di successo, raggiungendo i vertici delle classifiche internazionali. Continua a perfezionare il suo stile e i suoi suoni, attraverso una sua personale miscela di melodia e rock'n'roll, migliorando la sua voce roca e espressiva e il suo modo di comporre. L'entusiasmo e l'urgenza di esibirsi su un palco lo portano ad attraversare il mondo con una tournée che gli consente di esprimere le sue intense emozioni in ogni lingua.
Registra il suo terzo album dal vivo, Istantanea e anche il video live Adrenalina per un'istantanea: queste due produzioni, pubblicate alla fine del 1998, rappresentano un'autentica e piacevole sintesi della carriera di questo artista che si è sempre espresso ben oltre le mode.
Cocciante reinventa il "dramma in musica"
A gennaio del 1998, durante la serata inaugurale del MIDEM Festival, Cocciante e Plamondon presentano una selezione di canzoni dalla loro nuovissima opera rock Notre- Dame de Paris.
Per l'album in studio dello spettacolo sono riusciti ad avere nel cast la star israeliana Noa e il cantante franco-canadese Daniel Lavoie. L'album e il progetto dello spettacolo vengono successivamente presentati alla stampa internazionale.
Quando, il 16 settembre, Notre-Dame de Paris debutta al Palazzo dei Congressi di Parigi, oltre un milione di copie dell'album in studio è già stato venduto e i due singoli Belle e Vivre sono già due hit.
I biglietti dello spettacolo vanno esauriti in poche settimane: un autentico record in un Paese in cui i musical sono stati ignorati per anni.
Notre-Dame de Paris va oltre le convenzioni, riuscendo a costruire un genere di spettacolo a sè stante, fedele agli sforzi di Cocciante da sempre tesi a fondere il vecchio con il nuovo. Ed è proprio questa sfida che lo attrae e lo coinvolge in questo progetto: far confluire la musica contemporanea nella grande tradizione operistica europea.
La sua Notre-Dame de Paris, frutto della collaborazione visionaria con Luc Plamondon, ha di fatto inventato una nuova forma d'opera popolare contemporanea e aperto la strada a numerosi tentativi d'imitazione.
L'adattamento del capolavoro di Victor Hugo ha un registro totalmente nuovo per l'opera rock che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del dramma in musica e si mescola alle tecniche moderne dei concerti e delle regie degli spettacoli dal vivo.
Musical di successo, rock-shock, opera rock, concept album, melodramma gotico, tragedia musicale, chiamatela come volete, Notre-Dame de Paris conserva in sé gli elementi del teatro tradizionale ma possiede un incredibile potenziale innovativo.
Utilizza tecniche di palcoscenico moderne, una scenografia post moderna con accenni al simbolismo wagneriano e una coreografia che comunica temi e storie universali e quindi eterne. Anche per questo, pur essendo ispirata dal romanzo del 15° secolo di Victor Hugo, i temi epici dell'amore e della perdita, dell'etica e delle ingiustizie sociali, risuonano con vibrante contemporaneità nella storia rock del 21° secolo.
La regia di Gilles Maheu, la modernissima coreografia di Martino Müller, le luci del designer Alan Lortie e la scenografia di Christian Rätz, hanno realizzato uno spettacolo innovativo che ha saputo miscelare l'energia di uno show acrobatico con la peculiarità di un concerto rock all'interno di una struttura narrativa molto equilibrata.
La nuova strada della tragedia trasformata in musical ha accorciato moltissimo le distanze tra le generazioni e ha sbaragliato tutti i record di vendita dei box office in Francia, Canada, Belgio, Svizzera e Italia, e le vendite della colonna sonora in lingua francese hanno ormai superato gli 11 milioni di copie.
Cinque anni dopo il suo debutto, Notre-Dame de Paris vanta oltre 12 milioni di spettatori per oltre 2.500 rappresentazioni in tutto il mondo.
Notre-Dame de Paris è stata vista nella maggior parte dei paesi di lingua francese, ha raccolto i consensi di oltre 600.000 spettatori a Londra ed è stata rappresentata da Las Vegas a Beirut, da Pechino a Shangai, dalla Corea a Taiwan fino a Mosca.
Notre-Dame de Paris ha partecipato a innumerevoli eventi come il Royal Variety Show (Londra, dicembre 2003), ha calcato palcoscenici prestigiosi come l'Arena di Verona (nei mesi di settembre del 2002, del 2003, del 2004 e del 2005) e ha anche inaugurato un nuovo teatro a Roma, adattato e personalizzato per il debutto della versione italiana dello spettacolo: Il Gran Teatro.
Ad oggi Notre-Dame de Paris ha vinto 20 premi internazionali della musica e del teatro.
I premi di Notre-Dame de Paris:
8 Felix Award in Canada (1998 e 1999)
2 Victoires de la Musique Award in Francia (1999)
2 World Music Award a Monaco (1999 e 2000)
Rolf Marot Award in Francia (1999 per la canzone dell'anno Belle)
Song of the Century in Francia (1999 premio radio e tv per Belle)
Public Award in Spagna (2002, Miglior Musical spagnolo)
5 Oscar del Musical in Italia (2003)
Nel 1998 Cocciante riceve la Médaille de la Ville de Paris
Nel 1999 si vede consegnare dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.
Nel 2000 Raymond Barre, allora Primo Ministro francese e sindaco di Lione commissiona a Cocciante la composizione di 2000: Hymne à la Ville de Lyon con testi di Jean-Jacques Goldman.
Durante il Giubileo, nel 2000, Cocciante viene invitato per la seconda volta da Papa Giovanni Paolo II alla Sala Nervi in Vaticano per interpretare la sua Ave Maria pagana.
Cocciante intanto è già concentrato su un nuovo ambizioso progetto: un'interpretazione musicale del best seller Il Piccolo Principe, la favola filosofica di Saint-Exupéry. Ancora una volta lo sforzo creativo di Cocciante è illuminato dalle emozioni e da un vero entusiasmo, con l'ambizione definitiva di ricreare le suggestioni dell'infanzia e riportarle alla memoria degli adulti.
Con testi delicati scritti da Elisabeth Anaïs, Le Petite Prince è un poema in musica, che rimanda ai disegni originali a tinte pastello di Saint-Exupéry che illustravano il libro.
Cocciante compone melodie ariose e le intreccia ad armonie delicate riuscendo a restituire l'atmosfera mista di grazia e gravità che sono l'origine dell'identificazione planetaria nella storia originale.
Nel sodalizio con il celebre direttore d'opera Jean Louis Martinoty, Cocciante crea un'affascinante "opera da camera", dove canto e recitazione sono valorizzate da effetti speciali all'avanguardia. La critica francese e canadese salutano unanimemente lo show come una nuova e sofisticata forma di teatro in musica.
E mentre Notre-Dame de Paris continua ad essere rappresentato un po' dovunque, Cocciante presenta il 16 settembre 2005 in anteprima mondiale, all'interno della splendida cornice del Colosseo a Roma, la sua ‘personale lettura' di Giulietta e Romeo, la nuova opera musicale scritta con Pasquale Panella.
Dal Colosseo ha preso il via un progetto esclusivo per l'obiettivo che si pone: Cocciante ha deciso di devolvere a favore di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro, 1 Euro per ogni biglietto venduto al pubblico che assisterà alle rappresentazioni di Giulietta e Romeo nel lungo tour che toccherà le principali città del mondo fino al 2015, a compimento del "Cinquantesimo" di AIRC. Di anno in anno verranno rese note le somme raccolte: sarà allora possibile calcolare quanto sarà stato il contributo che la musica di Riccardo Cocciante avrà portato alla ricerca scientifica per AIRC.
Giulietta e Romeo debutterà in prima mondiale all'Arena di Verona il 1° giugno 2007 e verrà sempre rappresentata in italiano in tutto il mondo.
E mentre si avvia questo progetto così particolare, Cocciante ha presentato il suo nuovo album dopo otto anni di assenza come interprete: il 30 settembre 2005 esce Songs.
16 canzoni inedite, scritte e interpretate in quattro lingue, registrate negli ultimi due anni a Dublino. Songs viene pubblicato in un primo tempo in Italia, Francia e Spagna: nel 2006 seguiranno le altre pubblicazioni europee.
A marzo 2006 il Comune di Sanremo assegna a Riccardo Cocciante il premio Citta' di Sanremo, tradizionalmente riservato a un grande artista della musica italiana contemporanea. "Cocciante, già vincitore del Festival nel 1991 - ha commentato il sindaco della città dei fiori - ha contribuito in questi ultimi anni alla riaffermazione di uno stile musicale italiano nel mondo e la sua evoluzione artistica ed i suoi successi nella composizione di opere musicali, al di là dei confini del pop, lo hanno imposto all'attenzione della critica e del pubblico internazionale". Cocciante ha accolto, ed è la prima volta che accade, di regalare al Festival un tema musicale inedito, eseguito dal maestro Renato Serio, che ha fatto da colonna sonora alle cinque serate della manifestazione. Sony-Bmg pubblica il 3 marzo un grande omaggio all'artista, Tutti i miei sogni, un cofanetto che contiene tre cd, la raccolta di tutte le più belle canzoni di Riccardo mai uscite insieme prima d'ora. Troviamo il Cocciante di Margherita e di Bella senz'anima, di Poesia, di Quando finisce un amore, ma anche quello di Se stiamo insieme, (brano con il quale vinse il Festival di Sanremo 1991) o di Amore, vibrante duetto con Mina, fino ad arrivare ai giorni più recenti di Sulle labbra e nel pensiero, da Songs.
Con più di 40 album al suo attivo e una nutrita lista di collaboratori musicali di prestigio, Riccardo Cocciante rappresenta un fenomeno unico nell'industria musicale internazionale: famoso in 3 continenti e con un talento multilingue - canta in italiano spagnolo, francese e inglese - ha raggiunto molte volte il vertice delle classifiche.
Nel corso della sua carriera lunga 3 decenni, ha esplorato tutti i campi e i processi creativi, dalla composizione di canzoni destinate alla sua interpretazione, alla composizione con e per altri artisti, passando per il casting e la direzione di giovani interpreti (Notre-Dame de Paris, Il Piccolo Principe).
Nel corso del tempo si è confrontato con una grande quantità di espressioni musicali: dalle canzoni pop all'opera rock, dalle colonne sonore fino alle rigorose musiche per il teatro.
Artista melodico straordinariamente dotato, Cocciante si distingue per la sua spontanea sincerità e per avere sempre mantenuto uno stretto contatto con le sue radici culturali. Molto attento all'universalità delle tradizioni artistiche europee e ai temi classici, ha saputo sviluppare uno stile musicale popolare e contemporaneo.
Anno dopo anno, album dopo album, la sua musica si evolve a favore di una trasparenza emozionale e lirica. Cocciante infatti riesce ad esprimere con rara intensità sensazioni e spiritualità, comunicando impareggiabili emozioni.
Come si è chiesto Roger Foss, giornalista inglese di What's On: "Riccardo Cocciante è il Peter Pan del pop mediterraneo?". Qualunque sia la risposta, certamente la musica di Cocciante riesce ad infiammare l'anima e i sensi.
Spesso definito come un "cantante e scrittore di canzoni con una vena euro-pop ma con le gambe rock" (Eric Salzman, The New York Times, Luglio '99), Riccardo Cocciante è riuscito a creare una dimensione musicale del tutto personale, dove le contrastanti influenze culturali comunicano tra loro, si mescolano e si intrecciano.
Cresciuto in una realtà multilingue - nato il 20 febbraio 1946 a Saigon (Vietnam) da madre francese e padre italiano e vissuto a Roma dall'età di 11 anni - ha inevitabilmente assorbito atmosfere eterogenee riuscendo a trovare la sua strada all'interno di esperienze completamente diverse.
RICCARDO COCCIANTE: i primi palcoscenici
A Roma Riccardo Cocciante studia al Liceo Francese e scopre la musica, manifestando una chiara predilezione per l'opera e per la musica classica, ma anche, come ogni adolescente nei primi anni '60, una grande attrazione per la rivoluzione del rock 'n' roll.
La sua, tuttavia, è un'educazione musicale da autodidatta, che presuppone quindi una forte volontà e una tensione al perfezionismo uniti a un grande spirito di indipendenza.
Nel 1972 viene pubblicato da RCA il suo primo album Mu, seguito l'anno successivo dall'uscita di Poesia. Entrambi gli album vengono accolti con calore dalla critica italiana che ascrive inizialmente Cocciante alla "scuola romana", rappresentata in quegli anni da De Gregori e Venditti. Ma già nelle sue prime composizioni esprime uno stile del tutto personale, lievemente influenzato dalla canzone francese di Brel, Brassens e Aznavour. Canta con teatralità, con accenti grintosi e passione ardente. La sua voce è "diversa": forte, potente, rauca, con tonalità gravi e profonde; si innalza e risuona con atmosfere che rimandano più ai bluesman afro americani che ai cantanti melodici italiani o ai crooners ispanici.
Nel 1974 Cocciante pubblica l'album Anima, arrangiato da Ennio Morricone. Il singolo Bella senz'anima, un brano vibrante e pieno di vita, catapulta immediatamente Cocciante ai primi posti delle classifiche in Italia e successivamente in Spagna e in America Latina.
Nel '75 Riccardo Cocciante è l'unico artista non di lingua inglese invitato dal produttore Lou Reizner a partecipare alla colonna sonora originale di All This and World War II, una selezione di titoli dei Beatles.
Tra ospiti prestigiosi come Peter Gabriel, Elton John, Tina Turner e Bryan Ferry, Cocciante regala la sua interpretazione di Michelle accompagnato dalla London Simphony Orchestra.
Un anno più tardi, viene pubblicata negli Stati Uniti la versione inglese di Anima, intitolata When love has gone away.
Mentre costruisce il successo di Anima, Cocciante registra il suo Concerto per Margherita con i formidabili arrangiamenti del famoso compositore di colonne sonore Vangelis.
L'album viene tradotto anche in spagnolo. Entrambe le versioni hanno un successo clamoroso, entrando al numero uno delle classifiche nella maggior parte dei Paesi dove è stato pubblicato, e presto Margherita/Margarita diventa un classico.
Nel 1978 esce in Francia Concerto pour Margherita, accolto da un unanime consenso popolare: verso la fine degli anni '70 Riccardo Cocciante è una star di prima grandezza in Italia, Spagna e Francia con milioni di fans, e la sua musica raggiunge anche le classifiche dell'America Latina e quelle di tutti i paesi di lingua francese.
RICCARDO / RICHARD: un dualismo stimolante
Cocciante è incredibilmente prolifico e in grado simultaneamente di scrivere musica per il pubblico italiano, francese e spagnolo.
Come "Riccardo/Richard" sembra essere perfettamente a suo agio nella sua doppia identità italo-francese. La sua tensione interpretativa e il suo stile "disperato" si valorizzano in un gioioso e armonioso equilibrio.
L'incontro con due grandi autori come Mogol in Italia e Jean Paul Dréau in Francia, lo hanno molto arricchito, incrementando la sua fertilità artistica.
Nel 1983 la carriera di Cocciante prende una nuova direzione quando lascia la RCA Italia per diventare il primo artista italiano a firmare per la nuova etichetta di Richard Branson, la Virgin.
Registra il suo nuovo album a Los Angeles, con la produzione di James Newton-Howard, accompagnato dai Toto come band d'eccezione. L'album viene pubblicato in quattro lingue, italiano, spagnolo, francese e inglese (Sincerità, Sinceridad, Sincérité, Sincerity) e la canzone che dà il titolo al disco diventa un successo assoluto in Europa.
Sulla scia del successo di Sincerità, Cocciante parte per un lungo tour italiano che si chiude con il concerto in Piazza della Signoria a Firenze, con più di 40.000 fans accalcati sotto il palco.
Nel 1985 Cocciante ritorna alla ribalta, raggiungendo la vetta delle classifiche internazionali con il singolo Questione di feeling/Cuestion de feeling/Question de feeling, un intenso duetto con Mina, che anticipa l'uscita degli album Il mare dei papaveri (titolo italiano), Cuestion de feeling (spagnolo) e L'homme qui vole (francese). Le tre versioni sono arrangiate con Paul Buckmaster, noto per gli arrangiamenti degli album di Elton John.
In questa seconda produzione internazionale Cocciante firma alcune delle sue canzoni più celebri. Raggiunge anche uno degli scopi definitivi della carriera di un artista: armonizzare musica e poesia.
Il suo successivo tour in Italia è una straordinaria maratona di 161 concerti tutti esauriti che danno vita al suo primo album dal vivo Quando si vuole bene, pubblicato in Italia alla fine del 1986.
L'anno seguente Cocciante torna in studio e questa volta a Londra. Lavora con un altro famoso arrangiatore e vincitore di un Oscar, Geoff Westley, che apporterà gli ultimi ritocchi al nuovo album. L'espressione musicale di Cocciante si espande fino ad utilizzare nuove sonorità con l'introduzione dell'elettronica e di effetti creati con l'uso del computer.
Il risultato è La grande avventura, un album completo, sostenuto da testi di rara potenza (Mogol, Ruggeri e Dalla) e con la copertina disegnata da Milo Manara. E' un viaggio musicale attraverso le memorie di Cocciante, che suona come il romanzo ispirato di un moderno trovatore.
Il successo del tour che segue porta alla pubblicazione del suo secondo live, Viva, una chiara testimonianza della sua già enorme popolarità.
Dagli anni americani alla consacrazione europea
In questi anni il successo di Cocciante è molto cresciuto anche in Sud America, dove i fans si affrettano a comprare ogni nuovo album. Tra il 1988 e il 1991 Riccardo Cocciante si stabilisce con la famiglia a Miami e si concentra sul suo pubblico sud-americano.
Miami, quartier generale del mercato latino americano, offre a Cocciante l'opportunità di rileggere la sua carriera e di occuparsi delle sue future composizioni con uno sguardo decisamente più ampio. Il dinamismo e i potenzi mezzi di comunicazione dell'industria musicale americana portano notevoli benefici alla sua creatività, anche se questa parentesi oltreoceano rinforza molto il suo profondo senso di appartenenza alla cultura latino-europea.
Nel 1991 ritorna in Europa e accetta la sfida di partecipare al Festival di Sanremo. Il rientro è trionfale: vince il Festival con Se stiamo insieme, dall'album Cocciante. Questo grande successo verrà eccezionalmente tradotto in 8 lingue.
Fra pochissimi artisti contemporanei, durante il tour che segue Sanremo, Cocciante ha il privilegio di esibirsi a Caracalla, prestigiosa sede di spettacoli dell'Opera di Roma.
Lo stesso anno compone per Celine Dion il successo L'amour existe encore, con i testi di Luc Plamondon. Cocciante intensifica la sua collaborazione con Luc Plamondon - che scriverà la maggior parte dei testi del suo album successivo - e insieme iniziano a pensare e a maturare l'idea di un'opera rock. Nasce l'embrione di Notre-Dame de Paris e il progetto crescerà in un clima di totale libertà creativa dalle prime discontinue session per i successivi cinque anni.
Nella primavera del 1994 viene pubblicato Il mio nome è Riccardo, una significativa raccolta di registrazioni effettuate per Virgin tra il 1983 e il 1991, che contiene tre inediti.
Abbinando la sua voce a quella di una raffinata selezione di interpreti femminili, in Un uomo felice (sempre del 1994) Cocciante si confronta con il tema classico dell'amore. Tra le voci ospiti emoziona l'interpretazione di Mina in Amore.
In quel periodo Riccardo Cocciante riceve un caloroso bentornato sulle scene musicali francesi dopo un'assenza di sette anni, con la pubblicazione dell'album Empreinte. La canzone Pour elle (con testi di Dréau) è un nuovo trionfo tradotto in nove lingue che apre la strada ai successivi album francesi, Richard Cocciante, una raccolta pubblicata nel 1994 e L'instant présent (1995), realizzato con la collaborazione di Leonardo De Amicis e recensito dalla critica francese come un capolavoro.
Intanto, promuovendo l'album italiano Eventi e mutamenti - un album dove melodico e rock si fondono felicemente con versi scritti dal cantautore Massimo Bizzarri e dal poeta Gaio Chiocchio - e la sua versione spagnola Inventos y experimientos, pubblicata in tutti i paesi dell'America latina, Cocciante sfreccia attraverso le frontiere e i fusi orari.
Mentre incanta i suoi ammiratori italiani e francesi (con momenti magici come il mese di spettacoli sold out al teatro Sistina di Roma o gli spettacoli tutto esaurito all'Olympia nel 1994 e allo Zenith de Paris nel 1996) trova anche il tempo di organizzare lo spettacolo d'apertura del festival cileno Vina del Mar (1994), di partecipare ai festival Francofolies a La Rochelle e a Montreal e di fare un concerto al Dam Platz per celebrare il 50° anniversario della liberazione dei Paesi Bassi.
Per le feste natalizie del 1995 Riccardo Cocciante è invitato dal Papa per interpretare in Vaticano la sua composizione Ave Maria pagana, accompagnato dall'Orchestra e dal coro di Santa Cecilia.
Alla fine del '95 Riccardo viene contattato da Walt Disney Company Italia per registrare la colonna sonora della versione italiana del film Toy Story.
Nell'aprile del '97 esce Innamorato, un album che dedica all'amore musiche e versi molto ispirati (di Luc Plamondon, Massimo Bizzarri e Mogol) con cui Cocciante si conferma come il più raffinato interprete della canzone d'autore.
Al termine dello stesso anno, in seguito ad un invito di Placido Domingo, partecipa al prestigioso Christmas in Vienna al Rathaus.
Dal 1993 al 1998 Cocciante produce diversi album di successo, raggiungendo i vertici delle classifiche internazionali. Continua a perfezionare il suo stile e i suoi suoni, attraverso una sua personale miscela di melodia e rock'n'roll, migliorando la sua voce roca e espressiva e il suo modo di comporre. L'entusiasmo e l'urgenza di esibirsi su un palco lo portano ad attraversare il mondo con una tournée che gli consente di esprimere le sue intense emozioni in ogni lingua.
Registra il suo terzo album dal vivo, Istantanea e anche il video live Adrenalina per un'istantanea: queste due produzioni, pubblicate alla fine del 1998, rappresentano un'autentica e piacevole sintesi della carriera di questo artista che si è sempre espresso ben oltre le mode.
Cocciante reinventa il "dramma in musica"
A gennaio del 1998, durante la serata inaugurale del MIDEM Festival, Cocciante e Plamondon presentano una selezione di canzoni dalla loro nuovissima opera rock Notre- Dame de Paris.
Per l'album in studio dello spettacolo sono riusciti ad avere nel cast la star israeliana Noa e il cantante franco-canadese Daniel Lavoie. L'album e il progetto dello spettacolo vengono successivamente presentati alla stampa internazionale.
Quando, il 16 settembre, Notre-Dame de Paris debutta al Palazzo dei Congressi di Parigi, oltre un milione di copie dell'album in studio è già stato venduto e i due singoli Belle e Vivre sono già due hit.
I biglietti dello spettacolo vanno esauriti in poche settimane: un autentico record in un Paese in cui i musical sono stati ignorati per anni.
Notre-Dame de Paris va oltre le convenzioni, riuscendo a costruire un genere di spettacolo a sè stante, fedele agli sforzi di Cocciante da sempre tesi a fondere il vecchio con il nuovo. Ed è proprio questa sfida che lo attrae e lo coinvolge in questo progetto: far confluire la musica contemporanea nella grande tradizione operistica europea.
La sua Notre-Dame de Paris, frutto della collaborazione visionaria con Luc Plamondon, ha di fatto inventato una nuova forma d'opera popolare contemporanea e aperto la strada a numerosi tentativi d'imitazione.
L'adattamento del capolavoro di Victor Hugo ha un registro totalmente nuovo per l'opera rock che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del dramma in musica e si mescola alle tecniche moderne dei concerti e delle regie degli spettacoli dal vivo.
Musical di successo, rock-shock, opera rock, concept album, melodramma gotico, tragedia musicale, chiamatela come volete, Notre-Dame de Paris conserva in sé gli elementi del teatro tradizionale ma possiede un incredibile potenziale innovativo.
Utilizza tecniche di palcoscenico moderne, una scenografia post moderna con accenni al simbolismo wagneriano e una coreografia che comunica temi e storie universali e quindi eterne. Anche per questo, pur essendo ispirata dal romanzo del 15° secolo di Victor Hugo, i temi epici dell'amore e della perdita, dell'etica e delle ingiustizie sociali, risuonano con vibrante contemporaneità nella storia rock del 21° secolo.
La regia di Gilles Maheu, la modernissima coreografia di Martino Müller, le luci del designer Alan Lortie e la scenografia di Christian Rätz, hanno realizzato uno spettacolo innovativo che ha saputo miscelare l'energia di uno show acrobatico con la peculiarità di un concerto rock all'interno di una struttura narrativa molto equilibrata.
La nuova strada della tragedia trasformata in musical ha accorciato moltissimo le distanze tra le generazioni e ha sbaragliato tutti i record di vendita dei box office in Francia, Canada, Belgio, Svizzera e Italia, e le vendite della colonna sonora in lingua francese hanno ormai superato gli 11 milioni di copie.
Cinque anni dopo il suo debutto, Notre-Dame de Paris vanta oltre 12 milioni di spettatori per oltre 2.500 rappresentazioni in tutto il mondo.
Notre-Dame de Paris è stata vista nella maggior parte dei paesi di lingua francese, ha raccolto i consensi di oltre 600.000 spettatori a Londra ed è stata rappresentata da Las Vegas a Beirut, da Pechino a Shangai, dalla Corea a Taiwan fino a Mosca.
Notre-Dame de Paris ha partecipato a innumerevoli eventi come il Royal Variety Show (Londra, dicembre 2003), ha calcato palcoscenici prestigiosi come l'Arena di Verona (nei mesi di settembre del 2002, del 2003, del 2004 e del 2005) e ha anche inaugurato un nuovo teatro a Roma, adattato e personalizzato per il debutto della versione italiana dello spettacolo: Il Gran Teatro.
Ad oggi Notre-Dame de Paris ha vinto 20 premi internazionali della musica e del teatro.
I premi di Notre-Dame de Paris:
8 Felix Award in Canada (1998 e 1999)
2 Victoires de la Musique Award in Francia (1999)
2 World Music Award a Monaco (1999 e 2000)
Rolf Marot Award in Francia (1999 per la canzone dell'anno Belle)
Song of the Century in Francia (1999 premio radio e tv per Belle)
Public Award in Spagna (2002, Miglior Musical spagnolo)
5 Oscar del Musical in Italia (2003)
Nel 1998 Cocciante riceve la Médaille de la Ville de Paris
Nel 1999 si vede consegnare dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.
Nel 2000 Raymond Barre, allora Primo Ministro francese e sindaco di Lione commissiona a Cocciante la composizione di 2000: Hymne à la Ville de Lyon con testi di Jean-Jacques Goldman.
Durante il Giubileo, nel 2000, Cocciante viene invitato per la seconda volta da Papa Giovanni Paolo II alla Sala Nervi in Vaticano per interpretare la sua Ave Maria pagana.
Cocciante intanto è già concentrato su un nuovo ambizioso progetto: un'interpretazione musicale del best seller Il Piccolo Principe, la favola filosofica di Saint-Exupéry. Ancora una volta lo sforzo creativo di Cocciante è illuminato dalle emozioni e da un vero entusiasmo, con l'ambizione definitiva di ricreare le suggestioni dell'infanzia e riportarle alla memoria degli adulti.
Con testi delicati scritti da Elisabeth Anaïs, Le Petite Prince è un poema in musica, che rimanda ai disegni originali a tinte pastello di Saint-Exupéry che illustravano il libro.
Cocciante compone melodie ariose e le intreccia ad armonie delicate riuscendo a restituire l'atmosfera mista di grazia e gravità che sono l'origine dell'identificazione planetaria nella storia originale.
Nel sodalizio con il celebre direttore d'opera Jean Louis Martinoty, Cocciante crea un'affascinante "opera da camera", dove canto e recitazione sono valorizzate da effetti speciali all'avanguardia. La critica francese e canadese salutano unanimemente lo show come una nuova e sofisticata forma di teatro in musica.
E mentre Notre-Dame de Paris continua ad essere rappresentato un po' dovunque, Cocciante presenta il 16 settembre 2005 in anteprima mondiale, all'interno della splendida cornice del Colosseo a Roma, la sua ‘personale lettura' di Giulietta e Romeo, la nuova opera musicale scritta con Pasquale Panella.
Dal Colosseo ha preso il via un progetto esclusivo per l'obiettivo che si pone: Cocciante ha deciso di devolvere a favore di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro, 1 Euro per ogni biglietto venduto al pubblico che assisterà alle rappresentazioni di Giulietta e Romeo nel lungo tour che toccherà le principali città del mondo fino al 2015, a compimento del "Cinquantesimo" di AIRC. Di anno in anno verranno rese note le somme raccolte: sarà allora possibile calcolare quanto sarà stato il contributo che la musica di Riccardo Cocciante avrà portato alla ricerca scientifica per AIRC.
Giulietta e Romeo debutterà in prima mondiale all'Arena di Verona il 1° giugno 2007 e verrà sempre rappresentata in italiano in tutto il mondo.
E mentre si avvia questo progetto così particolare, Cocciante ha presentato il suo nuovo album dopo otto anni di assenza come interprete: il 30 settembre 2005 esce Songs.
16 canzoni inedite, scritte e interpretate in quattro lingue, registrate negli ultimi due anni a Dublino. Songs viene pubblicato in un primo tempo in Italia, Francia e Spagna: nel 2006 seguiranno le altre pubblicazioni europee.
A marzo 2006 il Comune di Sanremo assegna a Riccardo Cocciante il premio Citta' di Sanremo, tradizionalmente riservato a un grande artista della musica italiana contemporanea. "Cocciante, già vincitore del Festival nel 1991 - ha commentato il sindaco della città dei fiori - ha contribuito in questi ultimi anni alla riaffermazione di uno stile musicale italiano nel mondo e la sua evoluzione artistica ed i suoi successi nella composizione di opere musicali, al di là dei confini del pop, lo hanno imposto all'attenzione della critica e del pubblico internazionale". Cocciante ha accolto, ed è la prima volta che accade, di regalare al Festival un tema musicale inedito, eseguito dal maestro Renato Serio, che ha fatto da colonna sonora alle cinque serate della manifestazione. Sony-Bmg pubblica il 3 marzo un grande omaggio all'artista, Tutti i miei sogni, un cofanetto che contiene tre cd, la raccolta di tutte le più belle canzoni di Riccardo mai uscite insieme prima d'ora. Troviamo il Cocciante di Margherita e di Bella senz'anima, di Poesia, di Quando finisce un amore, ma anche quello di Se stiamo insieme, (brano con il quale vinse il Festival di Sanremo 1991) o di Amore, vibrante duetto con Mina, fino ad arrivare ai giorni più recenti di Sulle labbra e nel pensiero, da Songs.
- Casa discografica. www.sonybmg.it
- Giulietta e Romeo. www.giuliettaromeo.it
